10 FEBBRAIO 1947: LA PACIFICAZIONE DELL’EUROPA. A GORIZIA, ENNESIMA STRUMENTALIZZAZIONE IN CHIAVE NEOFASCISTA DELLA GIORNATA DEL RICORDO.

 

11 febbraio 2018.
Quanto visto ieri sera, nelle strade di Gorizia, non ha alcuna attinenza con il significato e lo scopo della Giornata del Ricordo: l’iniziativa di CasaPound rappresenta l’assoluta e offensiva discrepanza con la volontà e l’esigenza di pacificazione, ripropone la strumentalizzazione delle vicende storiche con i toni del peggior nazionalismo e riecheggia solo e soltanto quella artificiosa contrapposizione tra il popolo italiano e sloveno che è stata pervicacemente costruita e portata alle sue tragiche conseguenze dal regime fascista sui confini orientali.

La contrapposizione da risolvere è solo una: la nostra Costituzione repubblicana e antifascista  è strumento di pace ed uguaglianza, frutto della Resistenza e di tutte le atroci esperienze che hanno sacrificato le vite degli esseri umani per restituirci la libertà. Non svendiamola, la nostra Libertà e la nostra Democrazia, a chi manifesta orgoglio e vanto quando invece dovrebbe testimoniare vergogna e colpa fino alla fine dei tempi: il fascismo deve stare fuori dalle nostre vite, dalla nostra società, dalla nostra Storia presente e futura.
Questa garanzia è il modo migliore per commemorare ognuna delle vittime degli orrori del 900, in Italia e in Europa, ognuno degli innocenti sacrificati dall’odio nazionalista e razziale, nelle foibe, nei forni crematori, nelle trincee e sui campi di guerra.

Infine, è antistorico e gravemente provocatorio la promessa del sindaco di Gorizia, riportata dalla stampa, che assicura continuerà ad aprire la porta della Casa comunale ai rappresentanti contemporanei dei collaborazionisti dei nazisti nel Litorale adriatico e dunque nei territori sottratti all’Italia e sottoposti all’amministrazione del Reich.

Riconfermo quanto dichiarato il 9 febbraio 2017:  Foibe, Pellegrino di Sinistra Italiana: “Contestiamo come si celebra la Giornate del Ricordo”.

“Ogni 10 febbraio assistiamo ad una vera e propria sospensione della democrazia, con brutali attacchi verbali, nella direzione di chi, come noi, cerca di riportare il dibattito e il ricordo sui fatti” che hanno determinato le vittime delle Foibe, arrivando anche “a criticarci con l’appellativo di negazionisti”. E’ la denuncia che arriva in occasione di una conferenza stampa alla Camera sul Giorno del Ricordo indetta dalla deputata di Sinistra Italiana Serena Pellegrino e dalla coordinatrice del Gruppo di lavoro Resistenza Storica, Alessandra Kersevan.

 

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