5 LUGLIO, IN PIAZZA MONTECITORIO A ROMA, CONTRO L’ACCORDO TOSSICO CETA.

3 LUGLIO 2017

“Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita” (Ap. 13,3)

Così il profeta dell’Apocalisse descriveva il grande mercato dell’Impero Romano, come la Bestia dalle sette teste: l’Idra.
Così ci appaiono i sette trattati internazionali che uniformerebbero il mercato globale per avere il predominio sui governi e su tutti i piccoli mercati locali.
Dopo aver respinto il TTIP – accordo con gli USA – attraverso un’eccezionale mobilitazione internazionale, oggi “va in onda” il CETA: il trattato commerciale ed economico fra Canada e Ue, apparentemente più innocuo.
Nessuno però ci dice che le multinazionali americane hanno sedi anche in Canada e che potrebbero utilizzare questo canale per egemonizzare il mercato europeo.
Il TTIP risorge sotto altre sembianze allarga le maglie all’altro colosso d’oltre oceano: il Canada attraverso il CETA.
Se questo trattato verrà ratificato da tutti e 27 i paesi europei, e in questi giorni in discussione nel nostro Parlamento, si spalancherebbero le porte per gli altri cinque, ancora più pericolosi e insidiosi, che oggi covano nell’ombra e rappresentano bene le teste dell’Idra: TPP, TISA, NAFTA, ALCA e CAFTA.
La sovranità dei popoli europei, già ceduta in parte alla BCE e all’Europa dei mercati attraverso dei trattati che stanno manifestando tutto il loro potere strozzando i governi nazionali, passerebbe nelle mani dei grandi marchi internazionali che già oggi influenzano le scelte politiche.

Questi signori il progetto sovrano ce l’hanno ben chiaro, vogliono trasformare tutto a mercato e finanza con un modello che ha le caratteristiche di ridurci in marchi che siano pochi, grandi e brutti.
La ricchezza dell’Europa, nella storia per secoli e secoli, è sempre stata rappresentata dall’essere tanti, piccoli ma soprattutto “belli”.
E chi ci accusa di essere nazionalisti che desideriamo difendere il nostro piccolo orticello, rispondo con le parole di Alex Langer che spostano completamente il paradigma dell’essenza della vita: noi non vogliamo la rincorsa forsennata contro il muro dei consumi e del mercato globale ma riteniamo che si debba ORA proseguire verso quella via che ci renda “più lenti, più soavi, più profondi“, parole che Langer opponeva al motto olimpico “Citius!, Altius!, Fortius!” Caposaldo della “concorrenza” e della “competitività”.
Per far “vivere” quei pochi non si può far “sopravvivere” i tanti.

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