AGROPOLI, 26 GIUGNO 2017, CONVEGNO NAZIONALE: LA NUOVA LEGGE SUI PARCHI E LE AREE PROTETTE

 

Un pomeriggio ricchissimo!
Non c’è stata una voce univoca e questo è bene.

Il dibattito è stato ricchissimo.
Molti hanno evidenziato le criticità e i gravi rischi che si corrono ad aver aperto le maglie.

Ma ci sono stati anche alcuni che hanno difeso la riforma portando, a mio parere, motivazioni molto deboli e assolutamente, e mi dispiace definirli così, “imbarazzanti” e direi “servili” nei confronti del sistema che ormai è sovrano su tutto.

Chissà, se ci fosse stata una levata di scudi in cui si dichiarava che questa è la più bella riforma del mondo declinando tutte le beltà della legge, sarei stata più soddisfatta ma sentir dire che aver bloccato le trivelle con un emendamento è stato fatto solo perché è partito da una sollecitazione del territorio è davvero poco e terribilmente localistico.
Ho quindi denunciato che quell’emendamento avrebbe dovuto interessare TUTTE le comunità che vivono nelle aree protette e che non ci devono essere i figli di un dio minore su cui viene prevista la deroga per le multinazionali del petrolio.
Così per come è stato espresso ha avuto il sapore del “clientelismo”; l’emendamento fatto da noi e per noi.
A questo non ci sto, anche perché quell’emendamento l’ho firmato anche io e l’ho sottoscritto per tutte le comunità e per il benessere dell’incredibile patrimonio che appartiene all’umanità.
Mi auguro che questo possa essere compreso dopo questa sera.

Devo esprimere un ringraziamento speciale a Franco Mari che ha avuto la forza mi mettere assieme tante voci in un lunedì pomeriggio afoso, ma che ha raccolto moltissime persone e gremito la sala.

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