ANCI E UPI IN AUDIZIONE DICONO NO A PDL DI RIFORMA NORME RESPONSABILITA’ IN MATERIA DI SICUREZZA E ANTI INFORTUNISTICA DEI DIRIGENTI SCOLASTICI

 

COMUNICATO STAMPA 25 LUGLIO 2017

Difficile e complesso il dibattito che si è aperto oggi in VII commissione della Camera a seguito della dichiarazione dell’Anci, Associazione nazionale Comuni italiani, che in audizione, insieme ai rappresentati di UPI – Unione Province Italiane – ha respinto tanto la mia proposta di legge per la riforma della norma sulla responsabilità dei dirigenti scolastici in materia di sicurezza e antinfortunistica, quanto quella presentata dall’on. Carocci.

Lo dichiara l’on. Serena Pellegrino, vicepresidente del gruppo parlamentare Sinistra Italiana, che sta seguendo l’iter parlamentare necessario a modificare l’art. 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Si è evidenziato proprio quello che si temeva, non riuscire cioè a stabilire una volta per tutte a chi competono le responsabilità relative ai fabbricati scolastici, responsabilità che attualmente sono demandate al preside, trasformato in dirigente scolastico e quindi in datore di lavoro, mentre gli enti proprietari restano in attesa della segnalazione per poter intervenire e ottemperare ai propri obblighi relativi ad ogni intervento strutturale e di manutenzione necessario al fine di garantire la sicurezza.

Il tema ha una portata enorme aggravata dalla vetustà e dalla pericolosità sismica e idrogeologica che affligge il maggior numero di edifici scolastici ma soprattutto dalla mancanza di risorse sia in termini economici che di personale: i Comuni e le Province, proprietari della quasi totalità degli edifici scolastici, ridotti alla canna del gas per mancanza di trasferimenti statali, anziché bussare alla porta della Ragioneria dello Stato e chiedere congiuntamente un serio piano di risanamento per la messa in sicurezza di tutto il patrimonio edilizio scolastico, adducono motivazioni estranee anziché trovare una giusta soluzione al problema.

In assenza di risorse si acuisce il rischio dello scaricabarili.

Ritengo sia indispensabile focalizzare una prospettiva: l’oggetto della discussione è, e deve rimanere, il fabbricato da risanare. Invece di farsi la guerra tra poveri, enti proprietari verso amministratori scolastici e viceversa,  lasciando che le conseguenze le paghino studenti, docenti, personale ATA, è necessario allearsi e non confliggere.

Va ricordato che dei 43 mila edifici scolastici sono inagibili 20mila, mentre 30mila mancano di certificazione incendi, tutto questo non può certo essere in capo al gestore della scuola. Prima prendiamo atto di questo grave quadro e prima troveremo la giusta via da percorrere. Il Governo e chi destina le risorse non è esente da responsabilità

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