CASO BEARZI E RESPONSABILITA’ DIRIGENTI SCOLASTICI. SERENA PELLEGRINO (SI): OTTIMA NOTIZIA LA GRAZIA, MA DOBBIAMO RISOLVERE IL PROBLEMA CHE RIGUARDA OGNI GIORNO I DIRIGENTI SCOLASTICI E GLI ENTI PROPRIETARI DEL VETUSTO PATRIMONIO EDILIZIO SCOLASTICO ITALIANO

 

COMUNICATO STAMPA. 4 NOVEMBRE 2017.

CASO BEARZI. SERENA PELLEGRINO ( SI): ENTUSIASMO PER LA GRAZIA AL PRESIDE, MA QUESTO GOVERNO  NON HA RISOLTO IL PROBLEMA DELLA RESPONSABILITA’ DEI DIRIGENTI SCOLASTICI. SENZA RISORSE FINANZIARIE AGLI ENTI LOCALI PROPRIETARI DEL VETUSTO E CARENTE PATRIMONIO EDILIZIO SCOLASTICO, STIAMO PARLANDO A VUOTO.

Grandissimo sollievo per la grazia al preside Livio Bearzi, firmata dal presidente della Repubblica e relativa all’interdizione dai pubblici uffici. Il problema però non è risolto.
Lo dichiara la parlamentare Serena Pellegrino ( Sinistra Italiana), vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera dei Deputati e autrice della proposta di legge 3830 per la modifica del DL.vo 81/2008 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, presentata immediatamente dopo l’arresto di Bearzi, alla quale sono seguite quelle dell’on. Carocci e della senatrice Fasiolo.

“ Non vorrei che l’entusiasmo per questa notizia ci facesse dimenticare che Bearzi ha scontato la sua pena detentiva e che le proposte di legge dirette a impedire che altri presidi si ritrovino nella sua stessa situazione,  chiarendo definitivamente la responsabilità dei dirigenti scolastici relativamente alla sicurezza, hanno bisogno non solo di essere lodate e apprezzate, ma di essere approvate e inserite nella legge di Bilancio. Senza adeguate risorse finanziarie il nucleo del problema, cioè le penose condizioni del patrimonio edilizio pubblico, non si risolve. Invece nella legge di Bilancio questo punto nodale non c’è.”
Conclude Pellegrino: “ Il Governo  si assuma la responsabilità  di destinare le risorse necessarie: concedere la grazia non cancella la pena scontata da Bearzi e non risolve il problema di tutti i dirigenti scolastici che ogni giorno si trovano a dover decidere quale norma disattendere, in un contesto di edilizia scolastica vetusto, esposto a rischio idrogeologico e sismico, troppe volte non agibile, e di proprietà di enti, i Comuni e le Province, che non hanno le risorse finanziarie per provvedere alla manutenzione straordinaria dei luoghi dove scolari, studenti, docenti e personale ATA trascorrono gran parte della loro giornata.”

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