FEDERICA E BASTA. IL LIBRO DI ANTONIO BONDAVALLI PRESENTATO IN SALA STAMPA A MONTECITORIO.

 

Roma 7 dicembre 2017
SERENA PELLEGRINO (SI): L’ATROCE VISSUTO DI UNA DONNA, VITTIMA DI VIOLENZA QUANDO ERA BAMBINA, NEL ROMANZO DI BONDAVALLI.
PER MODIFICARE I CONTESTI DOVE LA VIOLENZA SI PRODUCE NON BASTANO NORME COERCITIVE, SERVONO PERCORSI FORMATIVI E CULTURALI CHE MODIFICHINO A PARTIRE DALLA SCUOLA L’IDEA STESSA DELLA PREVARICAZIONE DEL PIU’ FORTE SUL PIU’ DEBOLE, ANCHE NELLE RELAZIONI AFFETTIVE. 

E’ stato presentato a Roma in sala stampa della Camera dei Deputati, il romanzo del giornalista e scrittore udinese Antonio Bondavalli  “Federica e basta”, edito da Aracne edizioni.

La parlamentare Serena Pellegrino, vicecapogruppo del gruppo parlamentare di Sinistra Italiana,  ha introdotto l’incontro portando i saluti della presidente della Camera Laura Boldrini e dell’on.Celeste Costantino.

“ Parliamo oggi – ha detto Pellegrino – di violenza contro le donne e contro i bambini.  Il romanzo di Bondavalli  fa parlare una donna, Federica , vittima quando ero bambina di violenza sessuale aggravata dall’incesto e successivamente  confinata suo malgrado nella gabbia di indifferenza, di silenzio e persino di rassegnazione verso eventi considerati inevitabili, priva di effettivo aiuto per sostenere tanto il peso del  trauma devastante quanto il suo difficile percorso di crescita. Una società che non protegge i bambini dalla violenza è malata; lo è ancor di più quella che non riesce a intervenire nel contesto dove maggiormente i bambini dovrebbero essere protetti, cioè all’interno della famiglia.
Se in termini generali si considera che  parte dei problemi  che si manifestano attraverso la criminalità, le tossicodipendenze  ma anche le depressioni e altre psico – patologie,  affondano le radici nei comportamenti violenti che i bambini subiscono nell’infanzia, è facilmente immaginabile quale incalcolabile impatto produca la violenza sessuale, peggio ancora quella consumata all’interno di relazioni familiari”
“Il romanzo di Bondavalli  – ha sottolineato Pellegrino – è una finestra sul vissuto, ed è fondamentale fare  entrare i vissuti delle persone nelle istituzioni, soprattutto quando hanno la diretta responsabilità di produrre norme che servono a tutelare le persone e a modificare i contesti dove la violenza si produce e si alimenta.  La violenza sulle donne e sui bambini è una delle declinazioni della prevaricazione del più forte sul più debole: è analoga alla violenza e al sopruso contro Madre Terra, legittimati dalle leggi dell’uomo e dalla società stessa. E’ analoga a quella subita durante questa legislatura dalla nostra presidente Boldrini, che ha fronteggiato attacchi di inaudita violenza ribadendo il diritto di svolgere un ruolo pubblico e istituzionale in quanto donna e senza il bisogno di trasformarsi in qualcosa di simile ad un uomo.
“Per queste complesse ragioni – ha concluso Pellegrino –   non dobbiamo affrontare il problema solo attraverso strumenti coercitivi, come la legge sul femminicidio, che accentuano e non risolvono  la contrapposizione tra debole e forte, donna e uomo, ma anche creando percorsi formativi e culturali che insegnino già nelle scuole il rispetto tra le persone e nelle relazioni affettive, ad esempio introducendo l’ora curricolare di educazione sentimentale, oggetto di una bellissima proposta di legge di Celeste Costantino.”

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