FUCILATI PER MANO AMICA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE. SERENA PELLEGRINO (LEU-SI): NON SOLO RESTITUIRE L’ONORE, MA ANCHE STABILIRE LE RESPONSABILITA’ STORICHE

COMUNICATO STAMPA 28 febbraio 2018.

CONFERENZA STAMPA DELLA SOCIETA’ DELLA RAGIONE
GIUSTIZIA PER I FUCILATI DELLA PRIMA GUERRA
UDINE – 28 FEBBRAIO 2018
CAFFE’ CAUCIGH – VIA GEMONA 36 – ORE 11.45

Avevo inequivocabilmente condannato, a novembre 2016, lo stravolgimento operato dalla Commissione difesa al Senato sul disegno di legge, approvato dalla Camera all’unanimità, per la riabilitazione dei soldati italiani giustiziati perché accusati di diserzione, perché si rifiutavano di partecipare a operazioni suicide o decimati solo perché genericamente davano un esempio negativo e disfattista alle truppe mandate al massacro.
L’avevo fatto dicendo, tra l’altro, che discutere della necessità di restituire dignità a queste vittime significa anche valutare l’operato di coloro che ordinarono le fucilazioni, come sappiamo in nome della salutare giustizia sommaria e di una atroce concezione della vita e degli esseri umani.
Ribadisco oggi che  ritengo nostro dovere sanare la piaga ancora aperta nella memoria delle genti della Carnia e dei discendenti, in tutta Italia, dei giovani crudelmente giustiziati,  e che certamente la riabilitazione esclude l’assurdo meccanismo della  concessione del perdono proprio a coloro ai quali invece il perdono va chiesto.
Ma sono sempre convinta che sia sufficiente: la sorte e il significato, nella nostra Storia, delle “ vittime di Cadorna” richiede il raggiungimento e la condivisione di consapevolezze ancora mancanti sulle vicende della Prima guerra mondiale, e la relativa ed effettiva attribuzione delle responsabilità.

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