I FUSILÂZ DI ÇURÇUVINT. SERENA PELLEGRINO: ONORE E DIGNITA’ ALLE VITTIME, RIFLESSIONE SU CHI ORDINO’ LA FUCILAZIONE.

COMUNICATO STAMPA. 9 novembre 2016
I fusilâz di Çurçuvint. Disegno di legge sui militari italiani fucilati durante la I guerra mondiale.
Serena Pellegrino ( SI – SEL) : restituire dignità ed onore alle vittime  costringe anche a riflettere su chi ordinò la fucilazione.

“ La Camera dei deputati, a maggio del 2015, ha approvato la legge Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale, un provvedimento teso a ricostruire una relazione corretta, in termini storici e morali, tra il nostro presente, il futuro che vogliamo costruire ed un passato, in particolare quello relativo alle due guerre mondiali,  che ancora stentiamo a classificare in ogni suo aspetto.
Ora è all’esame del Senato e dalle proposte di modifica risulta profondamente trasformato rispetto a quello unanimemente licenziato dalla Camera.
Emozioni e indignazioni sono i sentimenti locali.”
“ Un anno e mezzo fa, alla Camera – spiega la deputata – prendemmo le difese di quanti furono fucilati per mano amica, uccisi in base a motivazioni  che ci fanno inorridire e sanciscono ancora una volta il ripudio della guerra e l’infinita pietà e solidarietà per tutti coloro che, militari e civili, vennero coinvolti.
Il procedimento in svolgimento al Senato, fa emergere istanze e posizioni diverse sulla vicenda storica: la proposizione di fatto di un nuovo testo, con ulteriori emendamenti ancora da discutere, pone in evidenza una grossa problematica: il focus sui militari italiani fucilati di fatto richiama l’attenzione anche su chi ordinò la loro fucilazione.
Perché ogni morto è vittima di chi l’ha ucciso, che sia o meno nel contesto della Prima guerra mondiale, in un’Italia allora monarchica, in balia di una frettolosa classe dirigente militare per la quale le vite umane erano considerate mero strumento finalizzato alla guerra,  ed in forza di norme della giustizia militare tanto violente quanto sbrigative.”
“ Erano quattro gli alpini fucilati a Cercivento, Silvio Gaetano Ortis  di Paluzza,  Basilio Matiz di Timau, Giovan  Battista Corradazzi di Forni di Sopra  e Angelo Massaro di Maniago, colpevoli solo di aver spinto un reparto di 80 soldati a rifiutarsi di prendere parte ad un’azione notturna ritenuta  suicida. Questi militari – conclude Serena Pellegrino – attendono che a cento anni di distanza sia loro restituita sia la dignità di persone sia l’onore strappato via insieme alla vita, rimettendo così in equilibrio quella fatale bilancia della Storia, che sull’altro piatto fa pesare le decine di vie e piazze italiane intitolate al generale Cadorna.”

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