LA PAR CONDICIO SECONDO BEATRICE. DALLE COPPIE FERTILI SFUGGITE AL FERTILITY DAY ALLE DONNE CHE CON IL LORO LAVORO SALVERANNO IL PIL NAZIONALE.

 

11 febbraio 2018.

Tralasciamo la questione se sia rispettoso della par condicio che nella stessa edizione del quotidiano locale, il ministro uscente Beatrice Lorenzin compaia in due articoli diversi: sono bei colpacci,  da campagna elettorale condotta da posizione dominante. L’etica non è pane di tutti i giorni nè di tutte le mense.

Ma quel che colpisce sono due concetti che risuonano come i lugubri e assordanti gong di inizio di una nuova era, brutta, molto brutta.

Entrambi gli articoli prendono spunto dall’incontro svoltosi a Trieste.
Nel primo, si riferisce che  Lorenzin afferma: Faremo in modo che ogni coppia fertile di età compresa tra i 25 e i 35 anni faccia almeno due figli». Per realizzare il suo piano Lorenzin intende raddoppiare il bonus bebè e rendere gratuiti gli asili nido: «Così le donne potranno lavorare, per far crescere di 7 punti il Pil. Pietro Grasso mi ha rubato l’idea».

Nel secondo articolo, a proposito di vaccinazioni obbligatorie, si legge: “entro il 10 marzo bisognerà procedere con le vaccinazioni degli iscritti alla scuola dell’obbligo. I genitori che non lo faranno saranno soggetti a sanzione, così come previsto dalla legge.”
E ancora: Pensiamo, ad esempio, ha aggiunto «a tutti i bravi ragazzi che possono avere delle malattie o essere immunodepressi e quindi non vaccinati».

Premesso che Pietro Grasso si farebbe una gran risata se leggesse le battute di Lorenzin, mi chiedo come si debba sentire una giovane coppia fertile in procinto di realizzare il progetto del ministro uscente, e come pesi sulle cittadine –  tanto su una donna che ha scelto di non avere bambini, quanto su una che ha deciso di diventare mamma – la responsabilità di far crescere di 7 punti il PIL.
C’è un che di orwelliano, nei discorsi del ministro uscente, una visione della famiglia, della società, delle istanze delle donne che dietro una traballante scenografia in stile mulino bianco nasconde una concezione glaciale e meccanicistica: quella in cui tutto e tutti sono punti del PIL, da manovrare esattamente come i numeri nelle colonne di un bilancio. Lorenzin starebbe bene con le mezze maniche nere, come i contabili alle scrivanie di una volta. Le politiche per la famiglia e la piena valorizzazione del ruolo della donna, qualunque cosa decida di fare, sono convinta riguardino il benessere sociale, la realizzazione dell’individuo, la parità, la qualità della vita, l’inclusione, e non possono essere considerate solo performance economiche di un paese.

Mi domando infine su che tipo di valutazione scientifica si fondi l’ammontare della sanzione richiesta ai genitori degli scolari non vaccinati e quale siano le caratteristiche dei “ bravi ragazzi” malati o immunodepressi: i ragazzi malati o immunodepressi sfuggono dalle preoccupazioni ministeriali?

Tralascio le considerazioni legate all’età lavorativa degli italiani e delle italiane (Si lavorerà fino a 70 anni perché si vive fino a 90 e oltre) e alla scomparsa della disoccupazione grazie al Jobs Act: non so se diano all’immagine del ministro una sfumatura seppia o fluo, vecchio documentario o film di fantapolitica?

Privacy Policy | On.Serena Pellegrino, Sinistra Italiana. Tutti i contenuti riservati salvo diversamente indicato. | Credits