LIBERI E UGUALI A TRIESTE SU “DIRITTI, IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA”: DOMENICA INCONTRO CON L’EUROPARLAMENTARE ELLY SCHLEIN

Domenica 18 febbraio, alle ore 11, al Giardino Tergesteo di piazza Verdi si terrà un incontro dal titolo “Diritti, immigrazione e accoglienza” con l’europarlamentare Elly Schlein (LEU-Possibile) e i candidati di Liberi e Uguali Fabio Omero (LEU-Possibile) e Alessandro Metz (LEU-Sinistra Italiana).

Un incontro per le tantissime persone che non si arrendono ai luoghi comuni della propaganda populista e a tratti razzista. Verranno messi in luce gli episodi positivi e i casi di buona integrazione derivanti dal modello dell’accoglienza diffusa.

Elly Schlein è tra le figure più autorevoli nel panorama politico nazionale ed europeo per quanto concerne l’accoglienza e l’immigrazione. Componente della commissione LIBE, è relatrice per il gruppo dei Democratici & Socialisti della riforma di Dublino.
Fabio Omero è architetto, insegna storia dell’arte ed è attivo nel mondo dell’associazionismo, in campo sociale e culturale ed in politica fin dagli anni 80.
Alessandro Metz è cooperatore sociale, componente della Segreteria nazionale di Sinistra Italiana, ex consigliere regionale FVG.

Sulle politiche di accoglienza è aperta una faglia in tutta Europa. Dobbiamo rigettare accordi con Paesi in cui non siano garantiti i diritti umani, promuovere reali occasioni di sviluppo nei Paesi di provenienza e non permettere che si continui a depredarli.

Dobbiamo gestire le migrazioni con razionalità, abolendo la Bossi-Fini, introducendo un permesso di ricerca lavoro e meccanismi di ingresso regolari, promuovendo la nascita di un unico sistema di asilo europeo che superi il criterio del paese di primo accesso e che comprenda canali umanitari e missioni di salvataggio.

Va costruito un sistema di accoglienza rigoroso, diffuso e integrato, sulla base del modello Sprar, adeguatamente dimensionato, superando la gestione straordinaria che troppi scandali e distorsioni ha generato in questi anni, stroncando ogni forma di speculazione e invece generando nuove opportunità di inclusione e sviluppo.

Con la stessa forza va affermato che riconoscere la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia da genitori stranieri, o è arrivato in Italia da piccolo e ha completato almeno un ciclo di studi, non è un atto di solidarietà, ma un riconoscimento doveroso che si deve a chi nei fatti è già italiano.

 

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