L’ITALIA VA A FUOCO. INTERROGAZIONE A GENTILONI E AI MINISTRI COSTA, GALLETTI, MINNITI E MARTINA.

COMUNICATO STAMPA. 12 LUGLIO 2017

L’ITALIA VA A FUOCO.
SERENA PELLEGRINO (SINISTRA ITALIANA-POSSIBILE)

 INCENDI, DISASTRO AMBIENTALE ED ECONOMICO: SERVONO PIU’ PREVENZIONE, PIU’ UOMINI E PIU’ MEZZI ANTINCENDIO . INTERROGAZIONE A GENTILONI E AI MINISTRI COSTA, GALLETTI, MINNITI E MARTINA.

“Sul disastro incendi che stanno devastando il territorio è necessario che il Governo  predisponga una più efficace azione di prevenzione degli incendi , in particolare attraverso la pulizia dei boschi e delle aree cittadine e rurali, affronti la questione strutturale della mancanza di personale nel corpo dei vigili del fuoco, fornisca alle istituzioni e al personale mezzi adeguati, dagli strumenti di video sorveglianza o droni in grado di consentire una maggiore efficacia nei controlli agli  aerei antincendio. Le risorse sono reperibili attraverso la riduzione degli impegni finanziari previsti per l’acquisto degli F35.”
Lo afferma la parlamentare Serena Pellegrino ( Sinistra Italiana – Possibile) , vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera dei deputati, che insieme ai colleghi parlamentari ha rivolto un’interrogazione al primo ministro ed ai ministri per gli affari regionali e le autonomie, al dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole, alimentari e forestali e dell’interno.
“Allo smembramento del corpo forestale italiano, ora nei carabinieri, e all’impoverimento  di risorse umane ed economiche destinate a questo settore, si è aggiunto quel passaggio di competenze alla Protezione Civile  che ha di fatto derubricato la questione incendi entro la gestione dell’emergenza ai livelli nazionale e regionale. Di fatto sono state abbandonate le attività  essenziali e strategiche di prevenzione.”
“Tutto ciò  – precisa Pellegrino  – è avvenuto trascurando colpevolmente di valutare gli effetti del cambiamento climatico che premono pesantemente su tutta la penisola. Come non constatare che nel Sud dell’Italia si vedono già le avvisaglie dell’instaurarsi di una condizione semidesertica: caldo torrido e siccità perdurante sono elementi direttamente collegati alla frequenza e violenza degli incendi.
Oggi ci ritroviamo con migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea che vanno in fumo, mettendo in grave situazione di  rischio persone e attività commerciali e turistiche: il danno riguarda la sicurezza e la salute delle persone, il patrimonio ambientale, le attività economiche, inclusa quella che grazie alle nostre risorse naturali e paesaggistiche è trainante, cioè il turismo.”
Conclude Pellegrino: “Resta da chiedersi perché tra le norme all’interno della legge quadro in materia di prevenzione e contrasto agli incendi del 2000, risulti così disatteso e scarsamente applicato l’obbligo  per i Comuni di censire annualmente i terreni percorsi dal fuoco attraverso un apposito catasto, in modo da applicare con esattezza i vincoli che vanno dal divieto di modificare la destinazione d’uso dell’area per 15 anni, all’impossibilità di realizzare edifici, esercitare la caccia o la pastorizia, per un periodo di dieci anni. La norma fornisce uno strumento importantissimo per prevenire, attraverso la repressione di usi impropri e illegittimi delle aree devastate dagli incendi, le ragioni dolose ed il criminale metodo di appiccare il fuoco quando vi siano interessi ad ottenere diverse destinazioni e utilizzi del territorio.

Il testo dell’interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per gli affari regionali e le autonomie, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell’interno – Per sapere – premesso che:

gli incendi stanno aggredendo come mai prima l’intero territorio Italiano, in particolare in Campania, Lazio, Puglia e Sicilia, bruciando migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea, mettendo in grave situazione di  rischio persone e attività commerciali e turistiche ;

tale situazione disastrosa è dovuta , in particolare a quattro questioni  fondamentali:

  1. lo smembramento del corpo forestale italiano (ora nei carabinieri), l’impoverimento  di risorse umane ed economiche destinate a questo settore, il passaggio di competenze alla Protezione Civile  che ha di fatto derubricato, la questione incendi, alla gestione dell’emergenza la nostra politica nazionale e regionale, abbandonando le attività  essenziali e strategiche di prevenzione;
  2. i cambiamenti climatici in atto hanno cambiato e cambieranno il nostro clima in particolare nel sud Italia verso il semidesertico, tipico dell’Africa mediterranea. I primi segnali sono visibili con la straordinaria siccità che sta colpendo l’Italia oltre che con le sempre più frequenti ondate di caldo torrido e questo ha una diretta conseguenza  sugli incendi che probabilmente  diventeranno sempre più frequenti e violenti;
  3. la legge quadro in materia diprevenzione e contrasto agli incendi, 21 novembre 2000, n. 353, obbliga, tra l’altro, i Comuni a censire annualmente i terreni percorsi dal fuoco attraverso un apposito catasto, in modo da applicare con esattezza i vincoli del caso, che vanno dal divieto di modificare la destinazione d’uso dell’area per 15 anni, all’impossibilità di realizzare edifici, esercitare la caccia o la pastorizia, per un periodo di dieci anni. Senza questo strumento indispensabile, che serve a reprimere usi impropri e illegittimi, chiunque abbia il minimo interesse, non può esercitarlo, e si interromperebbe così questo criminale metodo di “pulizia” di terreni in vario modo appetiti.  Ad oggi, per quanto di conoscenza degli interroganti è come tante leggi o inapplicata o insufficientemente applicata  dai comuni;
  4. l’insufficienza della dotazione di aeromobili antincendio;

attuare integralmente quanto previsto dalla legge 21 novembre 2000, n. 353  sarebbe un ottimo strumento contro gli incendi dolosi che rappresentano ad oggi quasi la totalità delle cause scatenanti;

è necessario intervenire in materia di prevenzione e contrasto degli  incendi boschivi  con interventi immediati ed efficaci:-

quali sia lo stato di attuazione delle disposizioni e delle attività recate dalla legge quadro 21 novembre 2000, n 353 da parte di Comuni e Regioni;

quali iniziative intendano assumere ognuno per la propria competenza, a sostegno di una efficace azione continuativa di prevenzione degli incendi in particolare attraverso la pulizia dei  boschi e delle aree  siano esse cittadine che rurali a rischio;

quali iniziative di propria competenza intendano avviare di concerto con Regioni e Comuni al fine di una sempre migliore formazione ed efficacia degli interventi  tenuto conto della crescente gravità degli incendi boschivi anche in considerazione dei cambiamenti climatici;

se non ritengano necessario affrontare la questione strutturale del personale sotto organico da parte dei soggetti che devono attuare interventi di prevenzione e di contrasto degli incendi in particolare nelle comunità montane, nel corpo dei vigili del fuoco prevedendo stanziamenti congrui finalizzati a nuove assunzioni che rafforzino gli organici;

se non ritengano necessario dotare il personale addetto al controllo di aree boschive e di pregio nei parchi  nazionali, regionali e comunali di moderni mezzi quali strumenti di video sorveglianza o droni in grado di consentire una maggiore efficacia nei controlli delle citate aree;

se non ritengano necessario aumentare la dotazione aerei antincendio anche attraverso la riduzione degli impegni finanziari per l’acquisto degli f35

FIRMA

PELLEGRINO, GIANCARLO GIORDANO, MARCON, PLACIDO, PALAZZOTTO, FASSINA, GREGORI,  PANNARALE, COSTANTINO.

 

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