SAPPADA. SERENA PELLEGRINO (SI): BENE AGGREGAZIONE, BENE RICONOSCERE LA FORZA DEL REFERENDUM POPOLARE. MA NON DIMENTICHIAMO CHE LO STATUTO SPECIALE DEL FVG NON PREVEDE LO STRUMENTO REFERENDARIO PER LA FORMAZIONE DELLE UNIONI TERRITORIALI DEI COMUNI.

 

COMUNICATO STAMPA.
22 Novembre 2017.

SAPPADA. SERENA PELLEGRINO: RIUSCITA L’AGGREGAZIONE AL FRIULI VENEZIA GIULIA. LA FORZA DEL REFERENDUM POPOLARE DEI SAPPADINI EVIDENZIA LA CRITICITA’ DELLO STATUTO FVG, CHE NON PREVEDE LO STRUMENTO REFERENDARIO PER LA FORMAZIONE DELLE UTI. UN PROBLEMA CHE DOBBIAMO RISOLVERE.
Un caloroso benvenuto ai Sappadini in Friuli Venezia Giulia e viva i referendum popolari con cui i cittadini esprimono direttamente la loro sovranità e utilizzano il più alto strumento di democrazia diretta previsto dalla nostra Costituzione !
Questo il primo commento della parlamentare Serena Pellegrino, vicecapogruppo di Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati, al termine delle votazioni che hanno sancito sul distacco di Sappada dalla Regione Veneto  e l’aggregazione del Comune al Friuli Venezia Giulia.
Dichiara la deputata udinese: “ Oltre alla questione delle avvilenti trattative e dei mercanteggiamenti pre elettorali  tra partiti,  concentratisi, la vicenda porta alla luce una specifica e grave criticità nello Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia.
Nel momento in cui, votando a favore del passaggio di Sappada, riconosciamo il valore  di una scelta forte e chiara, concretizzata con il referendum popolare,  massimo strumento della manifestazione della volontà dei cittadini che  spesso riesce a sovvertire le logiche di potere,  si ripropone il problema, in Friuli venezia Giulia, dell’obbligatorietà dell’associazione tra comuni, indipendentemente dal fatto che  le comunità locali vogliano accorpamenti differenti.”
“ In occasione della modifica costituzionale dello Statuto della Regione speciale FVG – ricorda Pellegrino – avevamo chiesto, proponendo un emendamento che venne bocciato dalla maggioranza, che la definizione delle Unioni di Comuni avvenisse tramite referendum.  L’esito di quel percorso di modifica statutaria fu l’imposizione dall’alto, da parte della Regione, di accorpamenti che portarono alla realizzazione delle unioni dei comuni e alla cancellazione tout court delle quattro province: unica regione in Italia.
Il passaggio di Sappada al Friuli Venezia Giulia  ci impegna  a riprendere la battaglia politica e parlamentare per ottenere che sia statutariamente prevista la consultazione popolare attraverso il referendum e  l’approvazione dalla maggioranza dei cittadini sia per l’istituzione  di nuovi comuni sia per modificare la loro circoscrizione:  non può essere precluso ai cittadini  l’uso dello strumento di democrazia diretta previsto dalla Costituzione per esprimere  la sua sovranità e la sua volontà senza l’interposizione di rappresentanti intermedi.  Non ridurrei, infine, la scelta compiuta da Sappada come un affare economico: il Friuli Venezia Giulia non è certo un paradiso fiscale né tantomeno il paese di bengodi.”

La dichiarazione di voto.

Onorevoli colleghi,

il Gruppo Sinistra Italiana – Possibile voterà a favore di questa legge che disciplina la procedura per il distacco del comune di Sappada dal Veneto e la sua aggregazione alla regione Friuli Venezia Giulia.

È un diritto espresso chiaramente all’articolo 132, comma 2, della Costituzione che permette ai cittadini……. e la volontà dei cittadini di Sappada è stata sempre chiara e lineare in merito alla scelta di appartenere al Friuli Venezia Giulia.

Una volontà espressa anche formalmente.

Nel marzo 2008, venne indetto un referendum consultivo. Furono ben 95% i voti a favore del passaggio dal Veneto al Friuli Venezia Giulia.

Ma aldilà della giusta volontà popolare, che non può essere mai ignorata, vanno tenuti presenti i rapporti e i legami culturali ed economici che legano Sappada all’area Friulana.

Anche a livello storico i legami con il Friuli sono forti e radicati. Nel corso dei secoli il territorio di Sappada è stato sempre legato a quello friulano sul piano amministrativo, già a partire dalla nascita.

Chiunque abbia a cuore la storia di quella terra sa che fin dall’XI secolo anche Sappada era sotto il patriarcato di Aquileia.

Ancora oggi Sappada fa parte dell’arcidiocesi di Udine ed è proprio di questi giorni lo spostamento del nuovo parroco che è stato trasferito dalla val Resia, in Friuli,  proprio a Sappada.

Si tratta, quindi, di una realtà, che, considerata la propria origine, la propria cultura e la propria storia civile è assai più vicina e simile alla realtà friulana piuttosto che a quella veneta.

Anche come località turistica, i friulani hanno sempre considerato Sappada come luogo naturale di soggiorno.    Uno degli argomenti più forti che hanno indotto la comunità di Sappada a richiedere il passaggio al Friuli Venezia Giulia, è senz’altro rappresentato dalla naturale ricomposizione di una storica oasi linguistica.

Difatti il tratto peculiare della comunità di Sappada è chiaramente la lingua: i sappadini parlano una lingua germanica omologa alla lingua di ceppo germanico parlata nelle comunità di Sauris e Timau che risiedono nel Friuli Venezia Giulia.

E la lingua rappresenta il maggiore elemento identitario di quelle comunità: Sappada, Plodn nella lingua locale di ceppo tedesco, Bladen in tedesco, Sapade o Ploden in friulano, Sapada in ladino.

Sappada ha da sempre trovato il suo naturale, storico e geografico punto di riferimento nel territorio montano del Friuli, che si protende verso la Carnia.

I riferimenti storici non mancano.

È importante ricordare che durante la Prima Guerra Mondale, le donne di Sappada parteciparono al rifornimento delle truppe sul fronte orientale con il movimento passato alla storia come quello delle “portatrici carniche”, e che, nel 1944, durante il secondo conflitto mondiale, Sappada, fece parte della Repubblica libera della Carnia.

La naturale propensione e scelta del popolo di Sappada verso la comunità friulana non deve stupire e, aldilà delle prese di posizione politiche, e soprattutto partitiche, che in questi anni hanno diviso una volta di più una comunità unita storicamente, deve essere rispettata.

E’ stata una scelta forte e chiara, che si è concretizzata con il massimo strumento della manifestazione della volontà popolare: il referendum popolare. Uno strumento che più di ogni altro manifesta lo stato di democrazia. Quello che spesso riesce a sovverte le logiche di potere.

Il più alto strumento di democrazia diretta previsto dalla nostra Costituzione, per dar modo al popolo di esprimere la sua sovranità e la sua volontà su una determinata questione senza l’interposizione di rappresentanti intermedi.

Siamo talmente conviti che il referendum sia lo strumento di democrazia diretta da tutelare quanto più possibile tant’e che – lo voglio ricordare anche in questa sede Presidente – avevamo chiesto, con un esplicito emendamento che venne bocciato dalla maggioranza in occasione della discussione della proposta di modifica costituzionale dello Statuto della regione speciale Friuli Venezia Giulia, che le unioni tra comuni passasse tramite referendum. Statuto che tutt’ora, dopo la modifica avvallata dal Parlamento, prevede l’obbligatorietà dell’associazione tra comuni anche se le stesse comunità desiderano accorpamenti differenti.

L’esito fu l’imposizione dall’alto, da parte della regione, di accorpamenti che portarono alla realizzazione delle unioni dei comuni e alla cancellazione tout court delle quattro province: unica regione in Italia.

Vorrei ricordare che oggi, a meno di un anno dalla sua approvazione, molti esponenti che hanno sostenuto quella modifica stanno pubblicamente dichiarando che quella scelta fu un grave errore.

Di questo non possiamo che essere felici, ma ormai il danno è compiuto e ci vorrà una nuova modifica per ridare dignità alla volontà dei popoli.

Ed è per questo che noi, pervicacemente, riteniamo necessario che per l’istituzione di nuovi comuni, e per modificare la loro circoscrizione, serva l’approvazione della maggioranza delle popolazioni dei comuni interessati e, soprattutto, che questa volontà sia espressa con il referendum, lo strumento di democrazia diretta previsto dalla Costituzione, per poter dare al popolo la possibilità di esprimere la sua sovranità e la sua volontà.

Così come stiamo facendo con la comunità dei Sappadini.

Privacy Policy | On.Serena Pellegrino, Sinistra Italiana. Tutti i contenuti riservati salvo diversamente indicato. | Credits