SERENA PELLEGRINO: NON SOLO DECIMA MAS IN COMUNE A GORIZIA, ANCHE CONCERTO NAZI ANNUNCIATO AD AZZANO DECIMO (PN). IL MINISTRO DELL’ INTERNO COINVOLTO PER GARANTIRE LA TENUTA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA DEL PAESE. SOLLECITATO ANCHE IL PREFETTO DI GORIZIA

 

COMUNICATO STAMPA. 24 gennaio 2018

DECIMA MAS  IN COMUNE A GORIZIA, CONCERTO NAZI ANNUNCIATO AD AZZANO DECIMO.

SERENA PELLEGRINO ( LEU – SINISTRA ITALIANA) SCRIVE AL PREFETTO DI GORIZIA E AL MINISTRO DELL’INTERNO: DEVE ESSERE GARANTITA LA TENUTA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA DELLO STATO.

“Il fatto che nel palazzo del Comune di Gorizia venga ricevuta l’Associazione Decima Mas, che entra dal portone principale con un assetto cerimoniale degno di una istituzione e che trova ad accoglierla Casapound, schierata come un plotone d’onore, esattamente in fronte al percorso d’ingresso in Municipio, è già segnale che la coreografia conta, e conta a sufficienza per ritenere che questa non sia una esecrabile e buffonesca iniziativa di una incauta amministrazione comunale. Ma quando, attraverso la televisione di Stato, ci tocca vedere la delegazione, rappresentante la formazione militare che ha come suo idolo Junio Valerio Borghese, intonare insieme a componenti della giunta e del consiglio comunale l’inno infarcito della tristemente nota retorica bellica fascista, ci chiediamo tutti – dalla piazza dove eravamo riuniti sotto le insegne dell’Anpi fino al Parlamento – se questa iniziativa non abbia ben altri fini di una commemorazione storica e soprattutto se queste cose possano accadere come se nulla fosse in una sede comunale, primo presidio della Costituzione italiana e della libertà conquistata con tanto sangue e tanto dolore.”

E’ uno dei passaggi della lettera che la parlamentare Serena Pellegrino, vicepresidente del gruppo parlamentare di Sinistra Italiana,  ha inviato al Prefetto di Gorizia, stigmatizzando inoltre che quanto accaduto a Gorizia abbia preceduto di una settimana esatta la celebrazione del Giorno della Memoria e chiedendo di verificare il pieno rispetto della Costituzione repubblicana e  della specifica norma che al primo comma della  XII disposizione transitoria e finale esclude in Italia si possa ricostituire il partito fascista,  oltre che delle leggi Scelba e Mancino che costituiscono la barriera costruita dal nostro Paese contro qualsiasi velleità di riportare indietro l’orologio della Storia.

Pellegrino ha coinvolto anche il Ministro dell’Interno, descrivendo una situazione che in Friuli Venezia Giulia si è ulteriormente aggravata a causa della notizia di un concerto dichiaratamente neonazista, in programma ad Azzano Decimo proprio il 27 gennaio. La richiesta inviata a Minniti è di “ effettuare le opportune verifiche e prendere le conseguenti iniziative per rassicurare i cittadini, e tra questi anche me, sulla tenuta democratica del nostro Paese e sul pieno esplicarsi delle garanzie antifasciste che sono i capisaldi della Costituzione e custodi della libertà del nostro popolo e dell’intera Europa.”

Il testo della lettera inviata al Ministro Minniti

Al Ministro degli Interni
Marco Minniti
24 gennaio 2018

Signor Ministro,
quanto accaduto sabato 20 gennaio a Gorizia, nella piazza del Municipio ma soprattutto all’interno della Casa di tutti i cittadini,  richiede che il Governo italiano si esprima in maniera inequivocabile sul significato di un’amministrazione comunale che riceve ufficialmente l’Associazione Decima Mas.

Analogamente è assolutamente necessario prendere provvedimenti relativamente alla notizia comparsa oggi sulla stampa del Friuli Venezia Giulia: il 27 gennaio, Giorno della Memoria, ad Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, è annunciata l’esibizione privata di tre gruppi musicali di ispirazione chiaramente neonazista. Il nome  di uno di questi gruppi, di cui ben si conosce lo stile che inneggia all’Olocausto quale modalità di purificazione del mondo, si ispira alla 1ª Divisione Panzer SS “Leibstandarte SS Adolf Hitler”. Che a noi fa venire in mente la strage e l’incendio di Boves, l’eccidio degli ebrei a Baveno e sul lago Maggiore, la violenza e la repressione in l’Istria…. L’unanime condanna che risuona a fronte dell’annunciato concerto non basta: bisogna scongiurare che un simile evento possa verificarsi.

Nel settembre del 1943 Gorizia, insieme a Trieste, Udine, Pola e Fiume divennero, oltre a Lubiana, al Trentino e al Bellunese, territorio controllato militarmente e civilmente dai nazisti, e l’acronimo OZAK (OZAK (Operationszone Adriatisches Küstenland) ancora oggi conserva il suo temibile e lugubre impatto nella memoria collettiva di questi luoghi.

Per dare un’idea del contesto, basta ricordare che la Gazzetta Ufficiale del Regno italiano, allora come oggi fondamentale strumento di riferimento ufficiale del sistema normativo dello Stato, venne sostituita da un bollettino emanato dal commissario tedesco che aveva pieni poteri sulle terre e sui cittadini e rispondeva del suo operato soltanto a Hitler; l’organizzazione giudiziaria aveva come fulcro un tribunale speciale che amministrava fuori da ogni controllo, con violenza e crudeltà, e senza che ancora oggi sia chiaro con quali procedure, la politica di repressione e intimidazione nazista.
La Resistenza partigiana ebbe un ruolo incontrovertibile nell’azione di Liberazione del confine orientale, dalla Resistenza è nata la nostra Costituzione repubblicana e la specifica norma che al primo comma della  XII disposizione transitoria e finale esclude in Italia si possa ricostituire il partito fascista.
Le leggi Scelba e Mancino completano il quadro con cui il nostro Paese ha eretto una barriera contro qualsiasi velleità di riportare indietro l’orologio della Storia.

Il fatto che nel palazzo del Comune di Gorizia, città medaglia d’oro per la resistenza nella guerra di liberazione,  venga ricevuta l’Associazione Decima Mas, che entra dal portone principale con un assetto cerimoniale degno di una istituzione e che trova ad accoglierla Casapound, schierata come un plotone d’onore, esattamente in fronte al percorso d’ingresso in Municipio, è già segnale che la coreografia conta, e conta a sufficienza per ritenere che questa non sia una esecrabile e buffonesca iniziativa di una incauta amministrazione comunale.
Ma quando, attraverso la televisione di Stato, ci tocca vedere la delegazione, rappresentante la formazione militare che ha come suo idolo Junio Valerio Borghese, che intona insieme a componenti della giunta e del consiglio comunale, l’inno infarcito della tristemente nota retorica bellica fascista, ci chiediamo tutti – dalla piazza dove eravamo riuniti sotto le insegne dell’Anpi fino al Parlamento – se questa iniziativa non abbia ben altri fini di una commemorazione storica e soprattutto se queste cose possano accadere come se nulla fosse in una sede comunale, primo presidio della Costituzione italiana e della libertà conquistata con tanto sangue e tanto dolore.

All’indignazione per ciò cui abbiamo assistito a Gorizia, si aggiunge la preoccupazione fortissima per quanto temiamo possa accadere ad Azzano Decimo, nel Giorno della Memoria.
Chiedo pertanto a Lei, Signor Ministro dell’Interno, di effettuare le opportune verifiche e prendere le conseguenti iniziative per rassicurare i cittadini, e tra questi anche me, sulla tenuta democratica del nostro Paese e sul pieno esplicarsi delle garanzie antifasciste che sono i capisaldi della Costituzione e custodi della libertà del nostro popolo e dell’intera Europa.
Serena Pellegrino

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