IL BEL PAESE CROLLA, GLI ARCHITETTI EMIGRANO, NOI PIANGIAMO LA MORTE DI DUE GIOVANI COLLEGHI.

16 giugno 2017

Sono 154.000 gli architetti iscritti agli albi professionali provinciali e 90.000 fanno la libera professione
In 70 anni di Repubblica abbiamo prodotto più del 60% del volume totale edificato dall’inizio della storia dell’uomo ad oggi.
Prodotto volumi, cubature, con un po’ di edilizia e quasi niente architettura. Solo il 2% di tutto il volume edificato negli ultimi decenni è stato firmato da architetti.

Siamo il paese che ospita il maggior numero di siti UNESCO in una superficie piccolissima. Il paese che ha il maggior numero di concentrazione di beni archeologici, architettonici, storici e paesaggistici.

E gli architetti dove sono?

Al palo, non c’è lavoro per loro e, per riuscire a lavorare, devono andare all’estero dove diventano le punte di diamante degli studi di architettura e ingegneria. E il Governo e la maggioranza del Parlamento Italiano sono felici di esserne liberati. Non una norma che passi a favore di professionisti in grado di far rivivere il paese più bello del mondo. Anzi, se possibile, devono essere eliminati perché sono fastidiosi, vincolano, bocciano, ridimensionano….ma che cosa? Progetti fatti solo per le solite lobbies. Chi ha dettato le leggi per l’edificabilità in questi decenni se non i produttori di acciaio e cemento con la collaborazione di amministrazioni – ieri conniventi, oggi alla canna del gas e disposti a vendere anche l’ultimo metro quadro per una manciata di tasse – in relazione con immobiliaristi avidi di rendite e urbanisti ben inseriti? In questo quadro si inserisce la decadenza delle nostre città ormai allo sfascio. Centri storici decadenti e periferie degradate.  Una degenerazione che coincide con la distruzione di una società. Quanta infinta responsabilità hanno coloro che hanno tenuto fuori dal processo progettuale gli architetti?
E poi ti ritrovi a gridare pensando ai tuoi due dolcissimi e bravissimi colleghi costretti a migrare perché il proprio paese, il paese dell’architettura, non è in grado di produrre lavoro per loro.
I vari Governi e Parlamenti che si sono succeduti per decenni hanno prodotto mobbing legalizzato!
Mentre avrebbero potuto impiegarli tutti con politiche facili e qualificanti e farsi pagare a caro prezzo l’incredibile formazione, che la nostra università dà ai nostri ragazzi, dagli Stati dove gli architetti italiani emigrano.
Continuerò a battermi ovunque e in ogni sede istituzionale, perché il Bel Paese possa ancora avere la dignità di essere chiamato così. Nonostante loro!

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