CEMENTIFICIO DI FANNA. SERENA PELLEGRINO (LEU – SINISTRA ITALIANA): FASCICOLI APERTI SU CEMENTIZILLO DI MONSELICE, AUSPICO INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA ANCHE IN FRIULI

 

7 FEBBRAIO 2018.
CEMENTIFICIO DI FANNA. SERENA PELLEGRINO ( LEU – SINISTRA ITALIANA): CONDIVIDO AUSPICIO CHE LE ISTANZE DEI CITTADINI FRIULANI CHE SUBISCONO LE EMISSIONI DEL CEMENTIFICIO  TROVINO RISCONTRO IN UNA INDAGINE ANALOGA A QUELLA PARTITA DALLA MAGISTRATURA DI PADOVA.

I comitati che si battono da anni sulla questione Cementizillo di Fanna si stanno chiedendo molte cose dopo aver appreso dalla stampa che a Padova è stata aperta un’indagine dalla magistratura sul cementificio di Monselice, che si chiama proprio come quello friulano: erano infatti gli stessi, fino a non molto tempo fa, i proprietari delle due industrie.
La magistratura considera sospette le emissioni dell’impianto veneto, Arpav e Noe lavoreranno sulle analisi dei fumi; parallelamente un’altra indagine riguarda la vicenda relativa alla quantità di cloro prodotto dalla combustione dei derivati da rifiuti (Css) rispetto a quello prodotto dal combustibile fossile (pet coke).
Perché nel Maniaghese no? Chiedono i comitati: “Per quale motivo la magistratura non apre un’indagine anche sul nostro territorio, dove dal 2011 ci stiamo battendo sulla questione diossina?
Sono passati sette anni, sono state effettuate nuove analisi i cui esiti sono preoccupanti, ma tutto tace, nonostante siano stati denunciati valori di diossina superiori ai limiti di legge.”

Non posso che associarmi alla richiesta dei comitati di Fanna e Maniago, la gravità della situazione è ben nota, alla preoccupazione dei cittadini per la propria salute e per le condizioni di vita si aggiunge anche la fondata inquietudine del comparto agricolo locale.
Nel 2013 venne respinta alla Camera dei deputati la mozione con la quale, partendo proprio dalle condizioni del territorio attorno al cementificio friulano, chiedevo fosse bloccato il Dpr che consente l’utilizzo di questo tipo di combustibile, togliendogli l’etichetta di rifiuto, nei cementifici soggetti all’ Autorizzazione ambientale integrata. La nostra Regione poteva orientarsi  autonomamente in quella direzione: la stessa presidente uscente , Debora Serracchiani, in campagna elettorale, aveva dichiarato di essere assolutamente contraria a procedere all’incenerimento dei rifiuti nei cementifici.
Ma proprio la Regione ha autorizzato Cementizillo a usare il Css, stratagemma  che consente a questo settore produttivo, in affanno a causa della crisi dell’edilizia per la diminuzione della  domanda, di utilizzare una fonte energetica a basso costo e contenere la spesa economica. Di fronte a questo dato di fatto, l’interrogazione  che ho rivolto al Ministero dell’ambiente non poteva che arrestarsi di fronte alla specifica competenza regionale, cui si è aggiunta la dichiarazione, sulla base di auto controllo da parte della società, che i valori di PCB sono inferiori ai limiti di legge.  E’ proprio necessario che si attivi la Magistratura per ottenere nuove analisi da parte di Arpa e Noe? Evidentemente si.

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