Gradisca si prepara alla protesta davanti al Cie Oggi manifestazione di pacifisti e associazioni per i diritti degli immigrati. Forze dell’ordine in allerta. Negato il corteo

GRADISCA. Rimane incandescente il clima attorno al Cie di Gradisca. Dopo le tensioni dei giorni scorsi – innescate dal divieto di celebrare negli spazi esterni la conclusione del Ramadan -, e le rivolte degli immigrati (due di loro sono rimasti feriti dopo aver tentato l’evasione e uno è ancora in prognosi riservata), oggi è il giorno della protesta. Dalle 17 davanti all’ex Polonio è in programma una manifestazione della galassia di associazioni e movimenti pacifisti che si battono per la chiusura del centro. La manifestazione avrebbe dovuto sfociare in un corteo ma, per disposizione della Questura, dovrà avere “carattere statico” e concludersi entro le 20. Coordinate che i manifestanti potrebbero anche scegliere di non rispettare.

Di certo verrà messo sotto accusa il Prefetto di Gorizia, Maria Augusta Marrosu, del quale i movimenti chiedono la rimozione. La rappresentante del governo è ritenuta «responsabile del crescente clima di tensione» per avere in questi mesi adottato alcune misure «gravemente restrittive della libertà personale» come il divieto di utilizzo delle vasche esterne alle camerate, degli spazi comuni -su tutti la sala mensa- e dei cellulari. Provvedimenti che secondo le associazioni, ma anche secondo la deputata di Sel Serena Pellegrino hanno contribuito a fare del Cie di Gradisca «una polveriera» nonchè «il Cie attualmente più pericoloso d’Italia». Critiche a cui risponde l’ente gestore Connecting People che, in una nota, chiarisce come sulle regole di trattenimento la coop si limiti «ad applicare le disposizioni di Prefettura a Questura».

Ieri comunque è stato nuovamente consentito l’utilizzo dei telefonini. Ne ha dato notizia la stessa Pellegrino, che ha tenuto una conferenza stampa di fronte all’ex Polonio assieme alla Tenda per la Pace di Monfalcone, al comitato LasciateCientrare, e ai sacerdoti Pierluigi Dipiazza (centro Balducci di Zugliano) e Alberto De Nadaia (garante provinciale dei diritti di chi è privato della libertà). La deputata ha parlato di una situazione in apparente miglioramento, ma ha comunque ribadito la necessità di giungere al «superamento o quantomeno alla revisione» della Bossi-Fini. Anche il Pd, attraverso il consigliere Franco Codega, pone delle domande al Prefetto di Gorizia: «Era era a conoscenza delle condizioni di vita Cie? Quali interventi sono stati predisposti per garantire un trattamento rispettoso ai trattenuti?». Solidarietà al Prefetto dalla sponda opposta, ovvero dal consigliere Pdl Rodolfo Ziberna: «Qualcuno vuole attribuire ad altri colpe che invece albergano nella propria area politica. Quale sarebbe un’alternativa sostenibile ai Cie? Serracchiani dovrebbe pretendere dal presidente Letta un’azione forte a Bruxelles: è tutta la Ue a doversi fare carico del problema». Il M5S, attraverso Ilaria Dal Zovo, attacca: «In una Paese civile non è ammissibile che delle persone vengano detenute fino a 18 mesi in condizioni estreme». E critica il ministro Alfano per il decreto che ha istituito a Gradisca anche un un Centro di accoglienza: «Il rischio è che in regione arrivino almeno 500 immigrati al mese, destinati ad aumentare a dismisura il numero dei clandestini presenti in Fvg». Tema caro al leghista Razzini: «Quella dei richiedenti asilo è una farsa: si tratta di clandestini  camuffati e gestiti nel 90% dei casi da organizzazioni criminali». Infine il segretario provinciale del Sap Obit difende l’operato delle forze dell’ordine: «Si sono sempre limitate a controllare la situazione evitando qualsiasi scontro fisico, pur pesantemente insultate fino ad essere fatte oggetto del lancio di urina. Nelle camerate sono stati trovati pugnali artigianali e altri oggetti creati appositamente per far male: questo il clima in cui operiamo. Se si vogliono migliorare i “servizi” ai trattenuti, si devono aumentare e qualificare gli operatori».

(Il Piccolo 17 agosto)

http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2013/08/17/news/gradisca-si-prepara-alla-protesta-anti-cie-1.7590200

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