SERENA PELLEGRINO: VARIANTE SUD DI DIGNANO, VIA E PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. INTERROGAZIONE AL MINISTERO DELL’AMBIENTE.

 

COMUNICATO STAMPA. 20 DICEMBRE 2017.

VARIANTE SUD DIGNANO. INTERROGAZIONE A MINAMBIENTE DI SERENA PELLEGRINO ( LIBERI E UGUALI – SINISTRA ITALIANA).
MINISTERO SCARICA SU REGIONE FVG QUESTIONE IMPATTO AMBIENTALE E RISCHIO IDRAULICO DELLA VARIANTE
UTILITA’ PUBBLICA DELLE GRANDI OPERE SI MISURA SUGLI UTILI DI CHI LE COSTRUISCE.

“La maggior parte della responsabilità dell’impatto ambientale della variante sud di Dignano, con tutte sue le conseguenze, è in capo alla Regione Friuli Venezia Giulia. È chiara la risposta del Ministero dell’Ambiente su questo tema ed è palese che non vuole esserne corresponsabile: pur assicurando il costante controllo sulle ulteriori fasi procedurali, non può intromettersi in una competenza regionale. Scarica quindi sulla Regione gli impatti ambientali e prende le distanze dall’evidente rischio idraulico del progetto, ancora definitivo e non esecutivo, analizzato attraverso un sommario screening ambientale datato  2004, che manca, nella sua analisi, delle più basilari nozioni di valutazione ambientale.”

E’ il commento della parlamentare Serena Pellegrino ( Liberi e Uguali – Sinistra Italiana)  vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, che ha chiesto oggi al Ministro di colmare le lacune contenute nel progetto approvato, effettuando una più corretta, completa e scientificamente fondata valutazione del rischio idraulico con piena applicazione del principio di precauzione. Esattamente ciò che si vuole bypassare, sapendo che potrebbe dare esiti vincolanti.

“Le lacune sono clamorose – precisa Pellegrino – ad esempio gli eventi di piena non sono previsti sull’arco di 200 anni, come sostiene il Ministero dell’Ambiente, ma di 10 anni: un arco temporale brevissimo, valutazione inconcepibile per un intervento infrastrutturale che impatta sul Tagliamento in area golenale, passa sotto le case di un centro abitato e che fungerà da scolmatore durante la prossima piena del grande fiume.”

Avverte Pellegrino: “Gli incidenti futuri che sono paventati avranno dunque nomi e cognomi ai quali i cittadini del FVG potranno andare a chiedere il rendiconto dei danni. Parallelamente rimane irrisolto il nodo cruciale di questo Paese, nel quale il grosso degli investimenti si riversa sul comparto delle infrastrutture, che non producono né reddito né lavoro ma solo rilevantissimi impatti ambientali. Il Ministero, riportando di fatto le motivazioni della Regione, rileva l’importanza e l’utilità pubblica dell’opera ma è ormai assodato che l’utilità è solo per chi fa utili. In questo senso è molto interessante spendere e distribuire 22 milioni di euro. La preoccupazione dei cittadini, le esigenze dell’ambiente, le necessità del fiume e del suo ecosistema non hanno peso sufficiente, in Friuli Venezia Giulia, per interferire con i produttori di cemento e asfalto.”

“La questione – conclude la deputata – avrebbe potuto essere risolta prendendo atto che il traffico pesante che letteralmente infierisce su questo piccolo centro e su molti altri dell’area dipende dal fatto che gli automezzi, per risparmiare sui pedaggi autostradali, deviano a Gemona per rientrare a Portogruaro. Per alleggerire il traffico sarebbe stato sufficiente, e certamente più economico della realizzazione della variante, ridurre i pedaggi dei veicoli pesanti che avrebbero certamente preferito restare entro il percorso autostradale: proposta non accolta.”

Questo il testo dell’interrogazione e la risposta

Atto Camera – Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-12960

presentato da PELLEGRINO Serena
— Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

il progetto «Riqualificazione della viabilità dalla S.R. 177 alla S.R. 464» prevede la realizzazione di un rilevato stradale (variante sud di Dignano-UDINE), per collegare le aree in riva sinistra e destra del fiume Tagliamento, lunga 1,2 chilometri;

prevalentemente ricompresa in «area fluviale», tipizzata P4 nel piano di assetto idrogeologico; il costo dei lavori è di 22,6 milioni di euro;

dalla relazione idraulica di progetto risulta che è ragionevole ritenere la zona golenale in sinistra Tagliamento interamente «area di pertinenza fluviale». Dal Piano stralcio si evince (articolo 17) che tali aree sono trattate come quelle a pericolosità idraulica molto elevata (P4);

una parte prevalente del tracciato di progetto si colloca in area golenale e il rilevato verrà investito da eventi di piena con tempi di ritorno di 10 anni, cioè brevissimi;

l’articolo 13 delle Norme tecniche di attuazione del piano di assetto idrogeologico, orientate alla compatibilità degli interventi antropici, non al divieto assoluto, dispone che sono escluse tutte quelle utilizzazioni che diminuiscono la sicurezza idraulica e, in particolare, quelle che possono: «a) determinare riduzione della capacità di invaso e di deflusso del corpo idrico fluente»;

il progetto, per garantire la continuità idraulica, prevede solo la realizzazione di n. 3 attraversamenti del rilevato (sottopasso depuratore, roggia San Odorico, Centrale) e ciò per un tratto di infrastruttura che occupa il 20 per cento dell’intera sezione fluviale;

nel progetto la portata defluente delle suddette aperture non è mai analiticamente calcolata, ma essa è certamente e significativamente inferiore a quella attuale, in un contesto in cui già il ponte esistente presenta arcate molto strette, il tutto generando così un’altrettanto significativa alterazione della sezione di deflusso, in contrasto con le richiamate disposizioni del piano di assetto idrogeologico;

tale circostanza, in caso di piena mette a rischio la vita e il patrimonio degli abitanti residenti a monte nonché la sua stessa permanenza in pristino;

per le carenze del progetto definitivo, come l’errore della somma delle voci A-B-C, o l’esclusione dell’«opzione zero» e quella che l’interrogante ritiene la conseguente elusione della valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), si presenta la necessità di invocare il «principio di precauzione» stabilito nel decreto legislativo n. 152 del 2016 –:

se non ritenga necessario assumere ogni iniziative di competenza, anche con il coinvolgimento della competente autorità di bacino, per una corretta, completa e scientificamente fondata valutazione del rischio idraulico, anche in coerenza con il principio di precauzione e quali ulteriori iniziative di competenza, anche normative, intenda assumere per garantire la tutela ambientale dell’area.

(5-12960)

(Presentata il 19 dicembre 2017)
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Risposta scritta pubblicata Mercoledì 20 dicembre 2017

nell’allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)

5-12960

Con riferimento alle questioni poste, si fa presente in via preliminare che la procedura di impatto ambientale relativa al progetto in questione rientra nelle competenze dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Secondo quanto riferito dalla Regione medesima, la procedura di screening di VIA per il progetto di variante stradale Sud di Dignano si è conclusa con decreto del 12 febbraio 2004 con cui è stato definito il non assoggettamento a VIA del progetto. Il decreto è stato adottato con prescrizioni atte a ridurre l’impatto ambientale dell’opera, in particolare in relazione alla riduzione dei livelli di criticità della rete viaria a livello locale, alla razionalizzazione dei flussi di scorrimento ed al fatto che non ci sarebbero state sostanziali modifiche dell’entità degli impatti prodotti rispetto alla situazione attuale, seppur diversamente localizzati Contestualmente, la competente Direzione regionale non ha ritenuto necessaria l’attivazione della procedura di valutazione di incidenza, in ragione principalmente della localizzazione esterna della strada rispetto al SIC «Greto del Tagliamento» e per la non significativa incidenza delle opere sul sito medesimo. In data 3 febbraio 2012, la Regione ha confermato la non assoggettabilità a screening e a VIA anche del progetto definitivo. Successivamente, il 16 aprile 2014, la competente Direzione regionale ha confermato anche il nulla osta idraulico per l’intervento in questione. Il progetto definitivo è stato quindi approvato con decreto del 31 ottobre 2014 (costituente anche dichiarazione di pubblica utilità).

La Regione ha precisato, inoltre, che il rilevato della variante di Dignano è sub parallelo alla strada esistente SR 464, che ha quota maggiore di quella della variante di progetto che è posta a Nord (monte) della stessa. Peraltro, le opere di presidio idraulico previste nel progetto esecutivo sono calcolate per un tempo di ritorno delle piene di 200 anni.

Sempre secondo quanto riferito dalla Regione, è attualmente in corso la verifica del progetto esecutivo.

Alla luce delle informazioni esposte, si rappresenta comunque che il Ministero dell’ambiente, per quanto di competenza, continuerà a tenersi informato ed a svolgere le proprie attività di monitoraggio, mantenendo alto il livello di attenzione sulla questione.

 

 

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